Come l’alimentazione, assieme all’attività fisica, contribuisce a migliorare la cura

Antonella Losa

Alimentazione e attività fisica sono due importanti pilastri dello stile di vita, che a sua volta è senza dubbio il fattore più “nelle nostre mani” tra i tanti coinvolti nell’insorgenza di psoriasi.

Accanto infatti a ragioni di tipo genetico o immunologico, che non dipendono dalle nostre abitudini quotidiane, hanno infatti un ruolo in questa patologia fattori – detti ambientali – legati proprio alle nostre scelte di vita o a particolari condizioni venutesi a creare, come ad esempio l’assunzione di determinati farmaci, periodi di grande stress o situazioni che lo esacerbino, abitudine al fumo o all’alcol, e limitata attenzione a un’alimentazione corretta e a un’attività fisica adatta.

Come abbiamo visto nell’articolo precedente "L’importanza dell’alimentazione a sostegno della cura", per quanto riguarda l’alimentazione è importante innanzitutto assicurarsi che sia adeguata al nostro dispendio energetico, in modo che non si verifichi giorno dopo giorno un costante eccesso calorico che ci possa portare a una condizione di sovrappeso o obesità, con effetti di incremento dello stato infiammatorio alla base di molte patologie tra cui la psoriasi.

Un’alimentazione corretta favorisce inoltre il consumo di alimenti con nutrienti che possono agevolare un effetto antinfiammatorio, limitando al tempo stesso il consumo di pasti con potenziali ricadute pro-infiammatorie, come discuteremo più nel dettaglio nelprossimo articolo "Quali alimenti hanno un effetto infiammatorio, e quali antinfiammatorio?".

Se partiamo, inoltre, da uno stile di vita sedentario, iniziare a fare attività fisica diventa di primaria importanza.

Ma cosa si intende per attività fisica?

Come dice l’Organizzazione Mondiale di Sanità (OMS), essa non va confusa con lo sport: non si limita infatti ad esso e va, invece, a includere tutti i tipi di attività fisica “giornaliera”, come giocare con figli o nipoti, dedicarsi ai lavori domestici o fare del giardinaggio. Ecco quindi un’ottima notizia: anche camminare è attività fisica!

Quando parliamo di attività fisica e salute ci riferiamo quindi sicuramente a quanto movimento facciamo, ogni giorno e con costanza, ma anche a un atteggiamento mentale “attivo”, quello che ci porta a scegliere automaticamente di usare i nostri muscoli ogni volta che ci si presenta un’opportunità, anziché optare subito e quasi inconsciamente per soluzioni di comodo che ci risparmino di dover andare alla nostra meta a piedi o in bicicletta.

Accanto a questo, qualora le condizioni generali lo permettano, l’OMS raccomanda 2 ore e mezza - distribuite lungo la settimana – di attività fisica di “moderata intensità”, un concetto volutamente individuale che può variare da persona a persona a seconda dello stato di salute e dell’abitudine al movimento.

Ma soprattutto, “praticare un po’ di attività fisica è meglio di non praticarne affatto”, come dichiara l’OMS stessa, aggiungendo infine che “coloro che presentano limitazioni dovute a malattie trarranno benefici aggiuntivi da una vita più attiva”. [Rif: http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1561_allegato.pdf]



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